#213 (ascoltare per ascoltarsi)

Bastano pochi respiri per ascoltarsi. Lasciando fuori da sé ogni cosa si può sentire la nostra voce che ci parla e ci dice cosa siamo,  come eravamo, dove vorremmo andare. Ma non sempre ciò che sentiamo ci piace.  Sovente, pur giungendoci, ignoriamo le nostre parole. Talvolta siamo costretti a fingere che dentro noi regni il silenzio e che solo una maschera sorridente possa essere utile per il giorno che nasce o che sta per finire.

È che la nostra voce è sempre lì che ci parla. Ci dice cosa siamo,  come eravamo, dove vorremmo andare.

#212(crescere)

Guardarli crescere lasciando che le loro mani piccole e insicure si stacchino dalle nostre,  non è affatto facile. Trovare il modo giusto per guidarli a guidare la loro vita senza tenere il piede sul freno è quanto di più difficile competa a un genitore. Accompagnarli nelle scelte, ricordando che ancor prima di essere figli sono esseri pensanti,  esattamente come lo siamo noi prima di essere genitori,  richiede uno sforzo quotidiano notevole. Saper riconoscere le grida di aiuto in un silenzio e il bisogno di silenzio in mezzo alla loro confusione richiede il non dimenticare “come eravamo”.  Accettare di non essere nei loro pensieri per ore, giorni interi guardandoli fare scelte in un mondo ancora troppo oscuro per loro anche se credono di averlo già capito ci costringe ad accettare quello che crediamo essere un abbandono eterno.
Per scoprire che,  se ci saremo sforzati di crescere insieme a loro, li troveremo ancora accanto a noi. Ancora mano nella mano. In una stretta forte e sicura. Orgogliosi gli uni degli altri.

#211(compleanno, tempo di bilanci)

Compleanno.  Tempo di bilanci.  Il tempo scorre via così rapido, scandito da settimane di lavoro concitato e poche ore di riposo che quando si affaccia alla tua vita pare deriderti.
Tempo di bilanci? Hai imparato a non aver paura di giganti dalla voce stridula che riconoscono donna solo un’immagine sacra.  Hai saputo sfidarti quotidianamente e spesso hai vinto.
Hai faticato a perdonare te stessa per non aver saputo perdonare altri.
Hai creduto di avere rimpianti ma hai saputo collocarli nella cella a loro assegnata all’inizio dei tempi quella delle opere incompiute.
Hai guardato il mondo e hai scoperto di esserea volte triste per ciò che non ti è stato concesso; a volte ti ha sfiorato l’invidia ma hai alzato barriere per impedirle di toccarti. Talvolta isolando te stessa per non lasciar intravedere agli altri il tuo lato peggiore.
Hai amato. Tanto.
E hai sorriso. Perché un sorriso può impedire alla sofferenza di insinuarsi tra le pieghe del tempo. Compleanno.  Tempo di bilanci. Mi guardo allo specchio e sotto i chili di troppo, le rughe e i capelli grigi mi vedo,  tutto sommato, bella e fiera.

#210 (terra/cielo)

Accompagnare i nostri figli nella vita è un dovere anche quando le scelte sono diverse da quelle che avremmo fatto per loro.
Un figlio orgoglioso del proprio lavoro,  dei risultati raggiunti con fatica per qualcosa in cui crede, questa è la cosa più importante.
Scegliere per i figli, anche quando questi sono piccoli, come se non avessero capacità di capire, farà probabilmente di loro adulti frustrati e infelici. 
Credo che a un genitore spetti il diritto/dovere di fornire un terreno fertile in cui piantare solide radici per far crescere un fusto resistente ma i rami dovranno poter crescere liberi, fino a toccare le nuvole. 

#209(mani)

Preziose.
Mani protese verso l’alto per arrivare più vicine alle nuvole.
Che seguono la musica disegnando un’onda, dondolandosi nell’aria insieme a migliaia di loro simili.
Che se cerchi la strada te la indicano per rendere più semplice il viaggio.
Che se in cielo vedi la Luna prima che il dito la indichi stanno già gioendo.
Preziose.

#208(distacco)

Con l’esperienza dovuta all’età sono del tutto convinta che la mia energia sia a malapena sufficiente per gestire la quotidianità.  Non ne ho di riserva. Ma se ieri me ne crucciavo oggi lo accetto con serenità.  Guardo con distacco quel che non posso risolvere, i drammi altrui, le tragedie vicine o lontane. Talvolta sono quasi cinica e non mi sento colpevole di qualcosa.  Non mi sento colpevole di essere come sono. Semplicemente sono.
Per il resto tutto bene.

#206 (domande stupide)

Che difficile fase quella della vita. Quante fatiche.
In realtà difficile fase anche quella della morte. Ma in questa di fatiche non pare non ce ne siano.
Che sia questo il motivo per cui la chiamano riposo eterno?
A volte mi chiedo se non sarebbe meglio vivere una vita di riposo e una morte di fatiche. Tanto da morti non ne avremmo coscienza.