#219 (l’abbraccio del male)

È che il male ha tentacoli che servono a lui per avvinghiarsi a chi lo riceve e solo il bene può  impedire questo. Il bene è  una corazza che ci protegge anche se si potrebbe pensare che non sia sempre così.

È che il male genera male e quegli stessi tentacoli che servono per “l’abbraccio” non lasciano mai completamente chi li ha generati, soffocandone l’anima.

 

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#218 (cambiamenti)

Un anno. Cambia una infinità di cose in un anno. Cambia il nostro modo di guardare al domani e di farci trasportare nei ricordi. Cambiano i desideri e cambia il nostro modo di manifestare la delusione. Cambiano i nostri passi e l’inclinazione della testa quando osserviamo il mondo che ci circonda.  Cambiano i sentimenti e le persone a cui sono destinati. Cambiano l’aria che respiriamo e le foglie sugli alberi.

Giorno dopo giorno noi non saremo più noi. Avremo nuova vita e nuove speranze  a ogni sorgere del sole.

#217 (Sì, viaggiare )

Il quotidiano viaggio verso il lavoro è un po’ come vivere ogni giorno una nuova vita. Affronti leggere salite, rallenti, sei costretto a deviare o ti poni traguardi a breve termine se resti con il serbatoio quasi a secco. A volte incidenti di percorso ti costringono a rivedere le priorità mentre raramente il viaggio scorre liscio senza intoppi. E nel viaggio incontri gente. La più varia. C’è chi ti cammina accanto, chi ti passerebbe sopra pur di camminare un passo avanti a te, chi percorre esattamente il tuo stesso cammino ma affronta le curve con maggiore velocità, chi crede che una scocca più costosa li renda immuni da qualsiasi rischio. Costoro dovrebbero ricordare sempre che la fine del viaggio arriverà anche per loro.

#216( vita futura)

Come immagino la mia prossima vita? Calda come il fuoco di un camino acceso. Bianca come una coltre di neve silenziosa. Gioiosa come un cavallino di legno. Colorata come le luci avvolte intorno all’albero di Natale  Morbida come un orso di peluche. Soffice come la trapunta cucita interamente a mano. Festosa come un bambino che scarta i regali il giorno del suo compleanno.

Sarà  bella la mia prossima vita. Io lo so.

#215

Ognuno ha il suo vissuto. A volte penso di provare acomportarmi usando il vissuto altri ma non mi riuscirebbe bene. E nemmeno mi piacerebbe invero.
Ho un bagaglio fatto di vestiti logori ma cuciti con materiali preziosi; in cui spiccano alcune pietre luccicanti e tanti macigni impolverati; dove trovare parole gentili e insulti violenti; nel cui mare di lacrime di gioia ,di dolore o di rabbia immergersi e nuotare.
Mi calza perfettamente, il mio vissuto e non ne voglio un altro. Nessuno non può sapere o insegnarmi come viverci e nemmeno pretendere che usi il suo come unità di misura.
Deliranza serale.

#214 ( domani passerà)

A volte mi coglie un senso di sconforto. O forse è più la sensazione di dover continuare a nuotare controcorrente per stare semplicemente a galla e non affondare. O forse è solo stanchezza. Domani passerà, qiesto è certo.

#213 (ascoltare per ascoltarsi)

Bastano pochi respiri per ascoltarsi. Lasciando fuori da sé ogni cosa si può sentire la nostra voce che ci parla e ci dice cosa siamo,  come eravamo, dove vorremmo andare. Ma non sempre ciò che sentiamo ci piace.  Sovente, pur giungendoci, ignoriamo le nostre parole. Talvolta siamo costretti a fingere che dentro noi regni il silenzio e che solo una maschera sorridente possa essere utile per il giorno che nasce o che sta per finire.

È che la nostra voce è sempre lì che ci parla. Ci dice cosa siamo,  come eravamo, dove vorremmo andare.