#204(grovigli a intermittenza)

La verità non mi si svela completamente. Servirebbe scavare in ricordi seppelliti sotto strati di polvere, melma e lacrime. Ma non ne ho più la forza e forse nemmeno più la voglia. Lascio che i semi del passato stiano lì a vegetare in quegli strati e guidino i miei passi stanchi e intolleranti. Attendendo che la siccità li renda inermi.  Dovrò attendere molto? O dovrò rassegnarmi a vederli germogliare?

Erano giorni di gioia artificiale a intermittenza come le luci sull’albero. Luci accese. Luci spente. Tutto sembra possibile, anche l’impossibile, nella luce calda e colorata. Tutto si rivela reale e spaventoso, nel buio della luce in pausa. Quelle luci a intermittenza riaprono una valigia il cui contenuto è stato tolto e riposto rapidamente, per evitare la sofferenza, troppe volte. L’accensione di quelle luci mostra quella valigia il cui contenuto è ormai un groviglio di profumi, odori, paure, tristezza, voci alte e silenzio assordanti, arrivi gioiosi e partenze che sanno di abbandono.
Chiudere per l’ennesima volta quella valigia è oggi quasi impossibile. Dal groviglio un ghigno terrificante mi dice che quel che è seminato, presto o tardi, germoglia.

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