#187(boia)

Identificano nell’altro l’errore
Menti annebbiate da inutili parole, raramente legate al pensiero,  che utilizzano con la precisa volontà di ferire a morte.
Uno cordiale ghigno malcela odio
Inconsapevoli boia di se stessi la testa che tagliano è quella da cui tutto nasce.

#186(silenzio prezioso)

Vorrei tempo per incontrare i pensieri, danzare insieme ai rami mossi dal leggero vento, salutare a uno a uno i fiori rosa e bianchi sui Prunus lungo la strada. Vorrei tempo per scoprire come trasformare il frastuono in silenzio e ascoltarlo a occhi chiusi.

#185 (c’era il presente)

C’è stato il tempo in cui guardavo solo al futuro.
Era il tempo in cui sentivo avrei conquistato il mondo. Era il tempo in cui avevo la forza di affrontare le avversità escludendo una possibile sconfitta.

C’è stato il tempo in cui ho iniziato a guardare il mio passato.
Era il tempo in cui iniziavo a capire che questo si era fagocitato silenziosamente pezzi della mia vita. Piccoli ingranaggi mancanti che impedivano il corretto funzionamento di un presente complicato.

C’è stato il tempo in cui lo sguardo era fisso sul presente.
Era il tempo in cui spostarlo, quello sguardo, avrebbe significato dover cercare una forza invisibile per affrontare vertigine e paura.

Ora c’è il presente. Un tempo in cui il mio sguardo e i miei piedi sono posati sulla paura per il domani nel quale accompagnerò i miei figli e sulla rabbia per aver posto domande che non hanno ricevuto risposta.

(14 marzo 2014)

#184 (Mancanza)

Raramente ho immaginato di averla ancora qui. Davvero raramente. Forse solo tre o quattro volte ho pensato di telefonarle per darle una notizia buona, condividere una paura o farmi sostenere in un dubbio. Da subito ho compreso che non avrei più sentito la sua voce, odorato il suo profumo, avuto quel suo parere che mi dava sicurezza anche se i presupposti per averla quella sicurezza non c’erano affatto. Ho accolto la Morte al suo arrivo sapendo che non avrei potuto nulla per fermarla e l’ho pregata di essere buona con lei. E poi ho messo da parte il ricordo. Qualche volta ci ho litigato con quel ricordo. Qualche volta l’ho carezzato. Qualche volta l’ho guardato senza capirlo davvero. Ho visitato poco il camposanto, fa sempre freddo lì. E l’odore di fiori , quello tipico del camposanto, mi dà l’idea che non piaccia ai morti. Figurarsi ai vivi…
Tra meno di una settimana saranno undici anni. E oggi avrei tanta voglia di salire sulla mia vecchia e ormai rottamata FIAT Uno Bordeaux, percorrere la strada verso Brescia con il mio piccolo sul seggiolino sul sedile posteriore e dopo averla aiutata a salire, portarla a comprare l’ammorbidente al profumo di primavera e due etti di pesciolino marinato all’Italmark. Oggi mi manca. Molto.

#183 (Vive la vie!)

In pochi mesi i capelli han cambiato colore. Il lucido castano scuro, invero spesso artificialmente trasformato in ramato brillante, hanno subito una modifica in un maturo grigio-castano. Un numero incalcolabile di fili argentati hanno sgomitato sulla testa per prendere il posto di chi, da una vita, con grande senso del dovere concedeva un risveglio mattutino senza traumi davanti allo specchio.
La parola d’ordine a questo punto è “accettazione”. Accettazione dei nuovi insediati. Accettazione degli anni che passano inesorabilmente. Accettazione che i figli si staccheranno avendo lunghe strade da percorrere, insieme ai loro capelli castani ancora immaturi.
Vive la vie!

#182 (Donne e donne)

Ci sono Donne che ogni giorno fanno battaglie per crescere figli sani in una società malata. Altre le fanno per crescerli sani combattendo una malattia. Altre ancora combattono ogni giorno la violenza che lascia come ricordo lividi visibili e invisibili. E ancora ci sono Donne che vivono la normalità senza sobbalzi esteriori ma con tumulti interiori che nessuno potrà mai condividere. O Donne che decidono di dare la propria vita in mano ad altri, che si tratti di Dio, altri esseri umani o la Morte. Sono infinite le cose di cui sono capaci le Donne.
Poi ci sono le donne capaci di esprimersi solo con insulti e volgarità. Quelle forse non hanno capito davvero che la differenza la fa quella D maiuscola.