#160 (giudice)

È quasi con vergogna che racconto di avere blog dove scrivo di me, di pensieri, di ilarità famigliari. Come se leggessi negli occhi del mio interlocutore un giudizio negativo. Poi penso a quanto siano intensi gli istanti in cui mi nasce il pensiero, chiamatela ispirazione se volete; gli istanti in cui i pensieri premono con prepotenza per poter uscire; gli istanti in cui le parole prendono il loro posto e a me sembra che sia il posto sbagliato fino a quando le rileggo e tutto invece scorre senza intoppi; gli istanti in cui mi sento leggera e felice di averlo fatto, ancora. E quando per giorni nessun pensiero preme mi sento spaventata che possa durare per sempre.
So bene che non è facile da capire il senso di vuoto che resta dopo aver messo in ordine le parole.  So bene che non è facile da capire, per questo quasi sempre evito di parlarne. So bene che se ne parlerò il mio interlocutore mi farà sentire sotto giudizio.

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