#105 (è tempo di pane)

E così, stamattina ricordavo quando il tempo era scandito anche dai motorini Gerosa con le due ceste da panettiere. Ceste spesso luride e infarinate, piene di sacchetti in carta marrone, che poi si utilizzava per i fritti. E capitava che il pane venisse sbocconcellato tra il cancello e la cucina e a tavola un panino fosse “monco”. E quando arrivava, il ragazzo del pane, era una festa. E il sabato il sacchetto conteneva una doppia dose di pane, che sovente finiva al pranzo della domenica a meno che non si facesse la polenta. E poi l’ultimo giorno del mese, pinzato al sacchetto marrone, un biglietto scritto a biro su un foglio a quadretti, il conto.
Oggi non si vedono più “Gerosa” con ceste zeppe di sacchetti marroni. Oggi ci si serve da soli e il tempo lo scandisce la sincronizzazione delle mail.

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