#102 (scende fitta la pioggia)

A volte frammenti di quotidianità remota vengono risvegliati da uno sguardo intorno. E la fitta pioggia che cade sul ciclista con il vecchio K-WAY azzurro e i pantaloni sporchi ti fa ruzzolare indietro a quando eri bambina e guardavi scendere la pioggia seduta su un balcone che a te pareva così grande… Il pavimento di mattonelle rosse lucidate e la ringhiera dalla quale lasciavi penzolare le minuscole gambine. E guardavi passare le poche auto che i tuoi occhi curiosi seguivano fino a quando sparivano dalla tua vista, inghiottite dai campi di mais ai lati della strada. E guardavi i ragazzi in bicicletta che impavidi partivano alla conquista dei cuori solitari al paese accanto.
E poi ascoltavi. Ascoltavi il silenzio della campagna. Ascoltavi il muggito delle mucche nella stalla oltre i campi di mais. Ascoltavi il vicino cercare un dialogo con la moglie e ascoltavi l’inevitabile lite finale. Ascoltavi la tua voce far parlare bambole dai capelli annodati. Ascoltavi il mondo con le manine aggrappate alla ringhiera e non avresti mai immaginato di poterlo ricordare un giorno.
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