#88 (che è un multiplo di 11)

E mi sento sopraffatta. Nella testa miliardi di pensieri si schiantano l’uno contro l’altro come impazziti. Non posso fare nulla. Se non abbandonarmi e guardarli finalmente per quel che sono senza porre tra me e loro un filtro. Rabbia. Odio. Solitudine. Invidia. Morte. Solitudine. Rimpianto. Follia.  Fallimento.
Nessuna scusa più.  Solo presa di coscienza.
Ora ho bisogno di silenzio.

#87 (traVestimenti)

E poi all’improvviso alla cassa a fianco una coppia inizia a predisporre la spesa sul nastro trasportatore.
Lui: cinquantenne alto, spalle larghe, cuffia nera, giacca da lavoro di uno sconosciuto servizio vigilanza, anfibi, pantaloni con millanta tasche.
Lei: forse sessantenne, magrissima, capello lungo un po’ sciupato dalla tintura castano ramato, cappottino 3/4 nero corto con bavero in pelliccia sintetica, cintura stretta in vita, cappello a bustina, collant color carne trasparenti, scarpe tacco 15, nero lucido con cinturino e minigonna color salmone che si intravede appena sotto il cappotto.
Non si capisce se siano “veri”, reduci da una festa di carnevale (sebbene il carnevale sia finito ormai) o se tutto questo faccia parte di un gioco erotico in cui lei impersona una pin up anni e lui l’uomo “vero”, l’uomo con la divisa .
Lei riempie le borse. Lui paga. Così, pour parler.