#37(autunno)

Nulla di così silenziosamente rumoroso ho mai udito.
La guardo cadere.
Mi implora di aiutarla ma non posso fare nulla.
Accarezzo con gli occhi i suoi caldi colori.
La accompagno in quel viaggio misterioso verso una nuova dimensione.
Sola. Un’altra foglia è caduta.

#36 (centro)

Fuori le bocche della gente si muovono, si baciano, si lasciano, si parlano. Dentro un silenzio scandito dal battito del mio cuore.
Ho imparato ad aver cura di una me che non è mai potuta essere e che ormai è tardi. Facendolo ho dimenticato come avere cura di quel che mi sento vorticare intorno. E forse sì mi sento al centro del mondo. Del mio mondo. Quello in cui mi sento al sicuro. Finalmente.

#35 ( aperitivo)

Associo il rito dell’aperitivo dopo il lavoro all’odore della paura.  Seduta nella mia auto aspetto mia figlia e osservo le decine di persone sedute ai tavoli o in piedi fuori dal bar. In una mano i grossi bicchieri contenenti vino bianco, aperitivi o birra direttamente dalla bottiglia nell’altra sigarette o cellulari. In prevalenza sono persone uscite dal lavoro e arrivano al bar senza essere passati da casa abiti da lavoro sporchi di grasso, tute o divise. Mi chiedo se abbiano una famiglia che li aspetti. Quelli più allegri tentano avance con le donne presenti, alcune stanno al gioco altre si risentono e protestano.
È che poi ci sono quelli che stanno  in disparte, soli. Bicchiere in una mano sigaretta nell’altra. Sguardo arrabbiato. E ti chiedi se qualcuno li aspetti a casa. Speri di no. In caso contrario lacrime scenderanno stasera?

#34 (frammenti di paura)

Vortico nelle tenebre
Gli occhi cercano ombre
Che giocano a nascondino

Mani impaurite cercano
Spigoli famigliari
Sicure vie d’uscita

Mani senza pietà
Soffocano lacrime di sangue
Di occhi trasparenti

Fantasmi celati
Tra le pieghe di un sogno

Frammenti di paura
Vivi nella notte

#33 (giochi di bambini)

…e poi vedi da lontano un gruppetto di bambini, di poco più di dieci anni, tutti sulle loro bici colorate e pensi a come sono belli i bambini che giocano. Ma quando passi loro accanto il mondo ti cade in testa:
– a me per Natale piacerebbe un AK-47.
Ci sono bambini che giocano a fare la guerra. E ce ne sono altri che per la guerra muoiono.