#23 (Vuoti. Fuori)

È curioso come il grande vuoto a un certo punto abbia iniziato a occupare tutto quel che c’è intorno a me. Non so più distinguere se ho aperto io la porta per farlo entrare o se, semplicemente, questo vuoto si sia insinuato circolando nell’aria. Abbraccio pensieri già fatti, come li incontrassi per la prima volta. Ma subito si allontanano veloci, lasciandomi con le mani sospese in un vuoto così denso da smarrirmi.
Cerco voci famigliari che sappiano accogliere la mia stanchezza e una lapide fiorita a cui non so tornare. Ho dimenticato la strada.
Battiti. Istanti.  Passi lenti.
Ricordo il suo profumo e l’odore pungente della paura.
Questo non è un luogo per me. Nessun luogo pare esserlo più.  Solo una stanza vuota e un treno veloce per rincorrersi.

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