#20 (e la chiamano estate)

Un raggio di sole che risveglia percezione della mia estate che sta per finire. È strano come ogni anno la sensazione torni identica all’anno precedente e a quello prima ancora.  Non peggiora, non migliora. Resta identica a se stessa. Dura poche ore. Il tempo del calar del sole su una estate che volge al termine anche se solo dentro di me. Ritornano momenti. Rivivo emozioni.  Un lago ventoso con poche vele che ancora sfidano il vento. Un pomeriggio sulla spiaggia con pochi ombrelloni colorati ancora aperti e tante conchiglie da raccogliere. La riva di un torrente con il profumo di pollo e pomodori ormai caldi. Una palla contro il muro e vociare di bambini. Una valigia vuota.  Musica davanti a una giostra. Il sole che quando stai per cenare viene a darti l’ultimo saluto. E profumi di matite colorate dentro un astuccio nuovo.
È una breve malinconia quella che Fratello Sole porta con sé in una giornata della mia estate che finisce

(Ascolto:Eagles- One of these nights)

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