#9

…e poi se mi prenderai per mano ti accompagnerò a visitare l’universo oltre i miei occhi, se sarai pronto a vedere angoli bui.
Visiterai castelli con orchi da cui fuggire per avere salva la vita e vedrai piccole mani combattere. E ci saranno luci a cui aggrapparsi ma nessuna gonna dietro cui nascondersi.
Respirerai la paura e vedrai l’ombra nera che rende ciechi i miei occhi.
Se mi prenderai per mano vedrai la morte e la luce accecante in fondo alla mia anima.

#8

Nella prossima vita nascerò LA.
In quella dopo sarò una nuvola. Una di quelle da rimbalzarci sopra, bianche e soffici.
Ma le nuvole si dissolvono e io diverrò il pensiero gioioso di un bambino quando tiene per mano la mamma. E se il piccolo avrà fame mi traformerò nel vento che sospinge il polline nel suo lungo viaggio prima di rinascere.

#7( turbamento)

È che a volte affondi con i piedi nella realtà e una sensazione molto vicina al rimpianto ti avvolge fino a toglierti il respiro. Ma quando non è dipeso da te non può trattarsi di rimpianto. È solo una difficoltà ad accettare quello che avresti voluto ma che non sarà mai e che vedi nelle vite altrui. Ma non è invidia. Non toglie il sonno. Non rende rabbiosi. Non toglie il sorriso. Solo, a volte, turba.

#6

Quando si alza dalla sedia cammina lentamente.Gli anni l’hanno piegata e la sua pelle porta i segni della recente malattia. Racconta di serenità per l’estremo viaggio e di emozione per l’imminente vacanza. Tutto deve essere in ordine. Ché malattia o vecchiaia non autorizzano alcuna trascuratezza nel Viaggio.

#5

Piove. Annuso l’aria e chiudo gli occhi. L’aria che entra dalla finestra aperta mi provoca un brivido di freddo. Tengo gli occhi chiusi per poter vedere meglio il profumo di minestrone, l’acqua che scorre sulla finestra esternamente e la condensa all’interno, l’odore dell’estate che finisce, il canto del canarino, la luce accesa nel pomeriggio, l’autobus della scuola, la piazza, la neve e il telefilm del pomeriggio.
Piove.

#4

Ascolto:Carlos Santana- Europa
Il pedofilo non ha l’aspetto di un mostro, se lo fosse il bambino avrebbe paura di lui e fuggirebbe. Ma il pedofilo lascia al bambino la sensazione di essere lui un mostro, perché solo i mostri meritano di morire. E il bambino muore dentro quando subisce un abuso. E quando sarà adulto, il bambino dovrà combattere una battaglia lunga una vita per cercare una via di uscita dal labirinto di cicatrici e morte che porta ogni giorno nascosto dentro sé. E non è detto che riuscirà a farlo. E quando un giorno crederà di aver trovato la strada, il vento gelido del Nord sferzerà sul suo viso, congelerà il suo sorriso, il suo cuore e lui sentirà il peso di quella battaglia infinita e desidererà arrendersi.
Non esistono specchi in grado di restituire a un bambino abusato un’immagine reale, anche quando il bambino sarà diventato grande. Tra i bambino e lo specchio ci sarà l’ombra di un mostro, sempre.

#3

E guardo il paesaggio correre veloce dal mio finestrino immobile. È curioso come basti poco a confondere i fatti. Io mi muovo ma sono ferma su un oggetto in movimento e guardo muoversi un paesaggio fermo dal fermo finestrino di un’auto che corre veloce. Mi confondo con contorti pensieri. Ascolto musica e voci famigliari fondersi nel piccolo abitacolo. Guardo il cielo che stasera è uno spettacolo meraviglioso. Le nuvole sono state dipinte in cielo da un dio impressionista, di certo. Vien voglia di entrarvi dentro per diventare personaggio di questa tela da immortalare. Appoggio il capo al sedile e i filari di alberi in lontananza accolgono il mio sguardo. Provo un senso improvviso di totale pace. Dentro e fuori. Mi sento parte di quell’istante che non ha durata. Il tempo non esiste più. Non esistono conflitti. Non esiste paura. Esistiamo solo Noi e l’Universo.
Ma l’eternità dura solo un attimo. Con immobile violenza  il cancello viene sfondato. E io mi ritrovo a guardare lo stesso cielo e vedere solo buio.